. DIFFERITO AL 2019 L’OBBLIGO DI AGGIORNAMENTO TECNICO

Lo prevede il nuovo documento approvato a fine dicembre dalla Conferenza delle Regioni

E’ stato approvato il nuovo documento della Conferenza delle Regioni del 22 dicembre scorso sullo Standard Formativo per l’attività di installazione e manutenzione straordinaria di impianti alimentati da fonti rinnovabili (FER).

Il nuovo testo stabilisce un termine unico nazionale per assolvere agli obblighi di aggiornamento tecnico per gli impiantisti abilitati all'installazione di impianti rinnovabili.

“Il nuovo testo uniforma le scadenze che per primo il Veneto, anche grazie al nostro intervento, aveva differito a fine 2019. Sono troppe le regioni ancora inadempienti nell'attivare i corsi di aggiornamento, e il differimento a fine 2016 per emanare i programmi da parte loro non poteva che essere seguito da questa proroga per dare tempo agli installatori di aggiornarsi”, commenta Fabio Fiorot responsabile regionale CNA Installazione Impianti.

A giudizio di Fiorot è positivo che sia stata stabilita una uniformità in tutto il territorio nazionale.

“Il testo non risolve però le incongruenze già più volte rilevate e segnalate da CNA, relative alla bizzarra dimenticanza degli installatori abilitati ai sensi dell'art. 4 dm 37/2008  lettera 'd', ossia diventati responsabili tecnici in virtù della sola esperienza lavorativa. Questi, che sono stati citati dalla sanatoria legislativa Legge 90/2013 grazie alle nostre incalzanti richieste al governo, in questo testo ritornano di nuovo nel limbo. Ci aspettavamo un nuovo documento dalla conferenza che fosse dirimente delle diverse incongruenze dovute alla farragine normativa, ma così non è stato” continua Fiorot.

A giudizio del responsabile regionale CNA Installazione Impianti, alla luce di tutto ciò, è ancor più necessaria una normativa organica, che unisca i pezzi oggi sparsi tra emendamenti di legge, interpretazioni ministeriali e documenti della conferenza.  Serve uniformità e chiarezza per la formazione degli installatori, soprattutto per coloro che, abilitati dopo il 4 agosto 2013, dovrebbero fare questo pesantissimo percorso di almeno 80 ore, ma che nessuno oggi in Italia ha attivato proprio a causa del caos normativo che aleggia intorno alla disciplina.

“Così restando le cose, rimane uno stato d'impasse per i nuovi responsabili, e un'inaccettabile continua dimenticanza di normalizzare le sorti dei responsabili di cui alla lettera 'd', una parte importante delle imprese, la cui dignità e diritti vengono ripetutamente e inspiegabilmente calpestati.  Non dimentichiamo che serve inoltre che venga attivato il riconoscimento da parte delle Camere di commercio delle qualifiche e degli aggiornamenti con inserimento in visura, senza il quale chiunque può continuare ad operare senza alcun problema, mentre le imprese in regola rischiano di prendere l'ennesima cantonata” conclude Fabio Fiorot.