. CNA VENETO: APPROVARE IL NUOVO PTRC ENTRO LA LEGISLATURA

Audizioni in Regione sul Piano territoriale regionale di coordinamento

“Ribadiamo la necessità e l’urgenza di approvare il Piano territoriale regionale di coordinamento per mettere nero su bianco le direttrici prioritarie che il Veneto si pone per la governance del territorio nei prossimi anni, così da dare un segnale chiaro ai cittadini ed al mercato, agli operatori economici che vi operano in primis, nonché ai potenziali investitori italiani ed esteri, di quello che sarà lo sviluppo del nostro territorio”.

Lo ha dichiarato Matteo Ribon, Vicesegretario di CNA Veneto, nel corso delle audizioni avviate dalla Regione con parti sociali, categorie e associazioni per discutere le controdeduzioni alle osservazioni.

Adottato nel 2009, il Ptrc è stato modificato con variante adottata nel 2013, in occasione della quale furono presentate migliaia di osservazioni cui venne data risposta con le controdeduzioni.

“CNA condivide nella sostanza le finalità e le strategie definite dal piano e ritiene che sia prioritario arrivare alla sua approvazione in questa legislatura, andando a sostituire uno strumento che ormai ha quasi trent’anni e che non rappresenta più né può rappresentare il contesto odierno”, ha aggiunto Ribon.

Il fatto che sia dichiaratamente un piano di idee e scelte, strategie e progetti, piuttosto che di regole e prescrizioni, a giudizio di CNA Veneto non lo rende meno necessario o urgente di altri provvedimenti puntuali. Anzi, consegnando una vision di quello che vorremmo fosse il futuro nel nostro territorio, ha un’importanza strategica perché detta le linee guida della pianificazione del territorio e fa da riferimento e da cornice agli altri strumenti di pianificazione territoriale.

Unico rilievo nel merito da parte di CNA Veneto nel corso delle audizioni ha riguardato il capo dedicato al turismo emergente, che vede correttamente citato anche il turismo dei luoghi industriali, inteso come eccellenze produttive venete, ma dimentica l’artigianato, che andrebbe inserito, per dare rilievo ad una specificità della manifattura regionale, e fare da raccordo con la recente nuova legge dell’artigianato veneto che promuove anche il turismo legato alla promozione artigianale.